• 06/05/2016

    Artroplastica del ginocchio approfondimento

    Artroplastica di femoro/rotulea

    Lo scopo di ogni sostituzione articolare è quello di mantenere più patrimonio osseo possibile. Negli ultimi decenni, oltre ai rivestimenti bilaterali standard, sono stati sviluppati sempre di più i cosiddetti impianti di ginocchio a «risparmio dell’osso», come l’artroplastica di femoro-rotulea.

    Artroplastica monocompartimentale

    La sostituzione monocondilare del ginocchio, consente ai pazienti più giovani di vivere una vita più attiva. La sostituzione monocondilare del ginocchio viene impiegata quando è stato distrutto un solo lato condilare. Un componente femorale, viene ancorato al femore e un componente tibiale alla tibia. Un inserto in polietilene viene inserito fra i due componenti per sostituire il menisco nella funzione di assorbimento delle sollecitazioni.

    Artroplastica tricompartimentale

    Nella maggior parte dei casi, si adotta la sostituzione bilaterale della superficie (bicondilare). In questo caso, le superfici distrutte di entrambi i condili femorali vengono rivestite con un componente femorale e quelli della tibia con un componente tibiale. Anche in questo caso, il menisco viene sostituito su entrambi i lati con un inserto in polietilene. Quando possibile, si mantiene il naturale apparato legamentoso.

    Nei casi in cui anche i legamenti stabilizzanti sono interessati è possibile usare un’articolazione di ginocchio a cerniera assiale. Il componente tibiale e quello femorale vengono collegati per sopperire alla funzione dei legamenti mancanti senza limitare eccessivamente la mobilità dell’articolazione artificiale del ginocchio.

    In genere vengono prodotti in titanio o in leghe di cobalto-cromo o si usano materiali innovativi come la lega di zirconio-niobio ad elevata resistenza con superficie in ceramica. I materiali plastici durevoli (polietilene) hanno dimostrato di essere molto adatti come scorrevole superficie di scorrimento.

    Tuttavia, nonostante l’uso di questi materiali di qualità elevata, le protesi articolari possono mobilizzarsi e in tal caso devono essere sostituite mediante intervento di revisione. In genere, le attuali articolazioni artificiali hanno una durata di 15-20 anni. La mobilizzazione precoce di un’articolazione artificiale può essere dovuta, per es., ad una cattiva qualità ossea a malattie concomitanti, ma anche a fattori variabili, come obesità e sforzi eccessivi o sollecitazione inadeguata.

    E le allergie?

    Circa il 12% della popolazione è soggetto a reazioni allergiche al nichel e il 5% percento è allergico al cobalto o al cromo. Chi ha una reazione allergica cutanea ai metalli non necessariamente avrà problemi con un’endoprotesi in acciaio inox o in lega di cobalto-cromo – un collegamento simile ad oggi non è ancora stato clinicamente provato.

    Tuttavia, per i pazienti potenzialmente allergici, sono ora disponibili materiali alternativi molto validi, come impianti di ginocchio rivestiti con nitruro di titanio o endoprotesi in lega metallica di zirconio-niobio non allergizzante.

    Fissazione con cemento e senza cemento

    La tecnica scelta dal chirurgo per la fissazione permanente della nuova articolazione nell’organismo dipende da diversi fattori: questi comprendono l’età, l’attività fisica e soprattutto la qualità ossea. Per la fissazione senza cemento è necessario che l’osso sia di buona qualità. Le superfici del componente femorale e di quello tibiale rivolti verso l’osso, in genere sono irruvidite o hanno una struttura simile a quella dell’osso, per favorire la crescita ossea sopra all’impianto. Nella fissazione con cemento il componente femorale e quello tibiale vengono ancorati fermamente all’osso preparato applicando cemento osseo. L’articolazione può essere usata entro breve tempo.

    Cemento osseo

    Il cemento osseo è costituito da due componenti, a volte con aggiunta di antibiotico per prevenire le infezioni. I vantaggi del cemento osseo sono la rapida sicurezza dell’articolazione artificiale e le eccellenti proprietà di fissazione in caso di cattiva qualità ossea.

    Prima dell’intervento

    Cosa devo portare in ospedale?

    • Informazioni su precedenti esami, per esempio raggi X;
    • Tessera sanitaria;
    • Farmaci assunti regolarmente;
    • Passaporto delle allergie;
    • Pigiami o camicie da notte;
    • Accappatoio;
    • Prodotti necessari per l’igiene personale;
    • Tuta con pantaloni a gamba larga;
    • Scarpe basse, chiuse, con suole antiscivolo;
    • Scarpe da ginnastica robuste, idealmente con chiusura velcro;
    • Calzascarpe con impugnatura lunga;
    • Bastoni antibrachiali;
    • Indirizzi e numeri di telefono di famigliari e amici.

    Pronti per il ricovero

    Ha optato per un’artroplastica del ginocchio e ha fissato una data per l’intervento. Nell’attesa potrà contribuire in modo significativo affinché l’intervento si svolga senza problemi. Se è in sovrappeso, ora è il momento perfetto per fare qualcosa. Ogni chilo perso prima dell’intervento può alleggerire significativamente il carico sulla nuova articolazione. Una moderata ginnastica prima dell’intervento può aiutare a rinforzare i muscoli, consentendo una mobilizzazione più rapida dopo l’intervento. Anche smettere di fumare è consigliabile, particolarmente prima dell’intervento, quindi dovrebbe tentare seriamente di smettere di fumare. Ciò le consentirà un recupero più rapido. Prepari un elenco dei farmaci che sta assumendo regolarmente. Il suo medico sarà in grado di indicarle quali farmaci dovrà interrompere prima dell’intervento e quanto tempo prima. Se disponibili, porti con se le cartelle cliniche di eventuali precedenti ricoveri. Se soffre di allergie – per esempio ai metalli come nichel o cromo o ad altri farmaci – lo comunichi al medico dell’ospedale e porti con se il passaporto delle allergie, in modo che le terapie durante il ricovero possano essere adattate in modo adeguato.

    In ospedale

    Per garantire che l’intervento si svolga senza problemi, il suo medico le dirà esattamente cosa fare. Come regola generale, il giorno dell’intervento dovrà essere a digiuno, ossia dopo la mezzanotte non dovrà mangiare, bere, né fumare. Se sta assumendo farmaci, l’anestesista deciderà quali potrà continuare ad assumere prima dell’intervento.

    A quale tipo di anestesia sarò sottoposto/a?
    L’artroplastica del ginocchio può essere impiantata in anestesia generale o locale. Spesso l’intervento si svolge in «anestesia spinale», vale a dire che il paziente è cosciente ma che le percezioni fisiche e il dolore nella zona sottoposta a intervento sono assenti. Tuttavia, non sarà in grado di vedere l’intervento, in quanto il campo operatorio sarà delimitato da una tenda speciale. Durante l’anestesia generale, invece, il paziente dorme profondamente. Anche in questo caso la percezione del dolore sarà completamente assente. In ogni caso, l’anestesista la sorveglierà strettamente.

    Ogni intervento chirurgico comporta rischi
    L’impianto di un’articolazione del ginocchio è uno degli interventi chirurgici con la più alta percentuale di successi. Ciononostante, ogni intervento chirurgico comporta determinati rischi. I rischi chirurgici generali, come la formazione di coaguli di sangue, vengono trattati con la somministrazione di farmaci anticoagulanti durante l’intervento. Inoltre, per un certo periodo dopo l’intervento dovrà indossare calze elastiche e assumere anticoagulanti. Esistono poi rischi specifici correlati all’impianto di un’articolazione artificiale del ginocchio. Questi comprendono infezioni, danni ai vasi sanguigni e ai nervi o fratture ossee durante l’intervento. Tuttavia, questi rischi sono rari grazie al costante miglioramento del trattamento medico e alla grande esperienza dei medici in interventi routinari di sostituzione del ginocchio.

    L’intervento chirurgico

    L’articolazione si trova sotto diversi strati di muscoli ed è circondata da una capsula articolare molto resistente, che all’inizio dell’intervento viene aperta con precauzione. In questo modo il chirurgo può raggiungere facilmente l’articolazione.

    Le superfici articolari usurate del femore e della tibia vengono rimosse usando sagome e blocchi di resezione speciali, modellandole fino a che si adatteranno perfettamente ai componenti dell’impianto. Il chirurgo all’inizio utilizza impianti di prova per verificare la stabilità e il posizionamento della protesi. Successivamente, si inseriscono gli impianti finali. Il sostituto del menisco in polietilene viene posizionato sopra al componente tibiale in metallo. In base al grado di danneggiamento del ginocchio, in ultimo si sostituisce la superficie di contatto della rotula, rivolta verso l’articolazione artificiale. Al termine si esegue un controllo finale della mobilità. Il nuovo ginocchio è stato impiantato e si sutura la ferita. In genere, l’intervento di sostituzione dell’articolazione del ginocchio ha una durata di una o due ore. Ma il campo della medicina evolve costantemente. Negli ultimi anni, nuovi metodi chirurgici meno invasivi si sono dimostrati soddisfacenti. Gli interventi noti come mininvasivi intendono disturbare il meno possibile i tessuti molli. L’effetto estetico di un’incisione più piccola è un aspetto secondario. Si tratta principalmente di risparmiare i muscoli, i legamenti e i tendini che si trovano al di sotto della pelle e circondano l’articolazione: questi non vengono tagliati, ma retratti. I vantaggi di questo approccio, in genere, sono una minore perdita ematica durante l’intervento, una guarigione più rapida, minore dolore e ripresa più rapida delle attività quotidiane.

    In ospedale

    Dopo l’intervento: primi passi con la nuova articolazione
    Al risveglio dall’anestesia, dopo l’intervento, per la sua sicurezza si troverà in una sala di risveglio, dove il personale infermieristico le presterà le cure necessarie, monitorando strettamente il progresso. Ciò è perfettamente normale. In genere, dopo poche ore sarà trasferito/a nel letto del reparto di degenza. La gamba operata sarà supportata da un tutore o posizionata sopra ad un cuscino. Un drenaggio provvederà ad eliminare le secrezioni della ferita prevenendo la formazione di ematomi. Pochi giorni dopo l’intervento i tubi del drenaggio saranno rimossi. Le verrà somministrata una terapia antidolorifica per mantenere il dolore al livello più basso possibile e che le consentirà di riposare e di riprendersi fisicamente. Dopo l’intervento dovrà continuare ad assumere anticoagulanti per evitare la formazione di coaguli di sangue. Inoltre, dopo l’intervento, alcuni pazienti devono indossare calze elastiche. Anche queste aiutano a prevenire la formazione di coaguli di sangue. Allo stesso modo delle condizioni cliniche, anche il processo di riabilitazione varia da paziente a paziente. In genere potrà alzarsi, con l’aiuto del personale, subito il giorno dopo l’intervento. E, che ci creda o no, inizierà anche a camminare. Per garantire che il nuovo ginocchio funzioni perfettamente fin da subito, la fisioterapia è di importanza vitale, insieme alla sua collaborazione attiva. Il trattamento di controllo, che comprende anche un programma di fisioterapia, inizierà pochi giorni dopo l’intervento, come anche i primi tentativi di camminare con le stampelle. Il fisioterapista le spiegherà quali movimenti evitare all’inizio e quanto potrà affaticare la gamba. I punti saranno rimossi 10-14 giorni dopo l’intervento. Presto potrà tornare a casa o sarà trasferito/a in una struttura di riabilitazione dove potrà recuperare la capacità di svolgere una vita quotidiana normale.

    Ritorno a casa

    Suggerimenti per la vita con la nuova articolazione. Finalmente a casa! Ci vorranno 4 settimane dall’intervento prima che possa gettare le stampelle e tornare ad una vita attiva. Fino ad allora, dovrà stare attento/a a fare correttamente tutto quanto necessario per la nuova articolazione. In questo modo potrà affaticare di meno l’articolazione e aiutare la ferita a guarire velocemente. È assolutamente necessario evitare rotazioni estreme e movimenti a scatti. Scarpe basse e robuste, con buone suolette l’aiuteranno a mantenere la stabilità e ad alleviare il carico dell’articolazione. Dovrà anche evitare di portare oggetti pesanti. Se si devono sostenere carichi, suddividere il carico fra i due lati del corpo. Fare attenzione a possibili ostacoli, pietre e superfici ghiacciate in inverno. Adottare una dieta sana e fare attenzione al peso e non solo per alleviare le articolazioni. Se dovesse notare situazioni sfavorevoli, come gonfiore persistente o arrossamento intorno alla ferita, sanguinamenti importanti, odore proveniente dalla ferita o dolori forti è necessario che consulti il chirurgo.

    Qualunque cosa accada, dovrà recarsi alle visite di controllo programmate, a distanza di un mese, tre, sei e dodici mesi dall’intervento e poi annualmente. In questo modo potenziali difficoltà relative all’impianto potranno essere identificate precocemente per prevenire i danni. La durata dell’articolazione artificiale dipende dalle capacità del chirurgo, dalla qualità dell’impianto e moltissimo dal suo contributo attivo. Faccia molta attenzione al suo ginocchio artificiale ed eviti di sovraffaticarlo. Di seguito troverà alcuni consigli importanti e suggerimenti utili che l’aiuteranno ad affrontare la vita con la nuova articolazione.

    Camminare

    Ogni giorno fare alcune brevi passeggiate, usando le stampelle: usare una stampella per lato e posizionarle leggermente davanti al rispettivo piede. Sostenersi con le stampelle, piegando leggermente i gomiti.
    Accertarsi di sostenere il proprio peso con le mani.
    Camminare a piccoli passi.
    Evitare superfici sconnesse e indossare scarpe basse e robuste.
    Caricare il ginocchio operato esattamente come è stato spiegato in ospedale.

    Salire le scale

    Uno scalino per volta, appoggiando il piede della gamba sana per primo sullo scalino successivo.
    Mantenere le stampelle sullo scalino sottostante.
    Ora muovere la gamba operata insieme alle stampelle e portarla sullo stesso scalino della gamba sana.

    Scendere le scale

    Appoggiare le stampelle sullo scalino più in basso.
    Scendere sullo scalino con la gamba operata. Spostare il peso sulle stampelle.
    Poi portare la gamba sana sullo stesso scalino della gamba operata.
    Sedersi

    Le anche devono sempre trovarsi più in alto delle ginocchia. Eventualmente usare un cuscino a cuneo come rialzo.
    Se possibile usare una sedia con braccioli per aiutarsi quando ci si alza.
    Per sedersi, camminare all’indietro fino a che le gambe tocchino la sedia.
    Stendere in avanti la gamba operata e sostenersi ai braccioli, sostenendo il peso con le braccia e la gamba sana. Abbassarsi sulla sedia.
    Da seduti non incrociare le gambe.

    Alzarsi

    Per alzarsi, spingere con forza verso il basso sui braccioli e spostare il peso sulle braccia e sulla gamba sana.
    Spostare in avanti la gamba operata e spingersi leggermente in alto facendo forza sulle braccia.
    Cercare di raggiungere l’equilibrio prima di afferrare le stampelle.

    Andare in bagno

    In base all’altezza, estendere completamente la gamba in avanti prima di sedersi.
    Una maniglia di sostegno è utile.

    Lavarsi

    Non fare la doccia fino a che la ferita sarà completamente guarita.
    Entrare nel box doccia con la gamba sana, una maniglia o una panchetta da doccia possono facilitare l’entrata e l’uscita.
    Nella doccia stare sempre su un tappetino antiscivolo e mettere un tappetino antiscivolo anche davanti alla doccia.
    Usare una spugna con manico lungo per lavare le gambe senza doversi chinare.
    Uscire dalla doccia portando avanti la gamba operata.
    Asciugare la ferita senza sfregare.
    Fare il bagno solo quando ci si sente veramente sicuri. Sarebbe utile disporre di una panchetta e di una maniglia per vasca.
    Vicino alla vasca posizionare uno sgabello robusto per facilitare l’entrata e l’uscita dalla vasca. Sollevare per prima la gamba sana, poi quella operata, sollevandole con precauzione sopra al bordo della vasca. Sostenere le cosce durante i movimenti.

    Sdraiarsi sul letto, dormire e alzarsi dal letto

    Camminare lentamente all’indietro fino a toccare il letto. Appoggiare le stampelle di lato e abbassarsi sul letto aiutandosi con le braccia, sedendosi lentamente e spostando il peso sulla gamba sana.
    Girarsi lentamente e sollevare la gamba operata sul letto, aiutandosi con le due mani. Spostare poi la gamba sana.
    La posizione corretta in cui dormire, è sulla schiena con le gambe leggermente divaricate.
    Per alzarsi, posare per terra prima la gamba sana. Sollevare la gamba operata, aiutandosi con le due mani, stenderla in avanti e trovare l’equilibrio mettendosi in posizione.

    Vestirsi e mettere le scarpe

    Se possibile, all’inizio farsi aiutare. In alternativa è possibile usare degli accessori speciali.

    Guidare

    Dopo aver acquistato un sufficiente controllo e dopo aver riacquistato forza e sensibilità nelle gambe si sarà di nuovo in grado di guidare, questo generalmente avviene un mese dopo l’intervento.

    Attività sessuale

    L’attività sessuale potrà essere ripresa non appena ci si sente pronti. Evitare di piegare eccessivamente il ginocchio di oltre 90 gradi. Il partner non dovrà caricare il proprio peso sul ginocchio operato.

    Attività sportiva

    Con l’artroplastica di ginocchio è consentito il recupero dell’attività sportiva, sport senza impatto possono essere ripresi 3 mesi dopo l’intervento, sport ad impatto che prevedano attività come il salto e la corsa dopo 6/8 mesi.